Lo stage del DYK Chiasso di fine giugno è sempre un momento particolare in cui judo, giochi e cultura si intrecciano.
Ventidue ragazzi dell’associazione hanno dato vita all’edizione numero 15 dedicata a Roma antica.
Le lezioni di judo sono state dirette da Paolo Levi (istruttore titolare al DYK). Giorgio Vismara, già allenatore della nazionale svizzera, ha tenuto due lezioni ed ha simpaticamente partecipato alla serata genitori, raccontando la sua esperienza. Vismara ha espresso a più riprese la sua grandissima passione per il judo; alla domanda “hai dovuto effettuare sacrifici e rinunce per arrivare dove sei arrivato? (ndr terzo posto ai campionati del mondo)” la risposta è stata negativa. “Se si fa ciò che fa piacere nulla costituisce un sacrificio.”
I ragazzi hanno anche avuto modo di cimentarsi con il kata degli atemi e con il kata delle proiezioni al corso delle 07.30 tenuto dal presidente Marco Frigerio

La storia di Roma (dodici secoli in quarantacinque minuti), la sua eredità ( dal “Corpus Iuris Civilis” ai monumenti ancora visitabili) e l’approfondimento di alcuni personaggi storici (un imperatore e una matrona romana al giorno) hanno costituito i temi culturali che hanno fatto da collegamento con i giochi in cui i ragazzi, suddivisi in quattro province dell’impero romano si sono cimentati. Dalla costruzione di una tenda, alla battaglia per la conquista del Ponto le proposte di attività ludiche sono state promosse da Manrico Frigerio e da Patrick e Anna Weber.

Al termine di dieci prove pratiche, artistiche e teoriche ha avuto la meglio la provincia della Dalmazia diretta dal pro-console Chris Caccia. Dictator è stato poi eletto Giacomo Polimeni che ha indovinato, sulla base dei cinque indizi forniti, il nome dell’imperatore Tito. A contendere la vittoria sino alla fine le province della Gallia del pro-console Oliver Cetti, la provincia dell’Egitto del prefetto Oleksii Dmytrashyk e la provincia della Hispania del pro-console Jacopo Tettamanti.
Durante la serata genitori è stata anche presentata la storia di Giulio Cesare. Quattro i quadri rappresentanti preceduti dalla spiegazione di Mattia Frigerio: dalla formazione del triumvirato con Gneo Pompeo e Marco Crasso, alla conquista della Gallia, al passaggio del Rubicone (“alea iacta est“), alle Idi di marzo del 44 a.C. data in cui il Dictator romano venne ucciso a seguito di una congiura.

Un grazie a tutti i collaboratori ed in particolare a Nadia Caccia che ha preparato lo stemma dell’antica Roma. Il DYK non potrebbe permettersi un tale evento se non potesse contare su di un numero di genitori disponibili a collaborare a titolo di puro volontariato.

La ricerca del tema del prossimo stage previsto per fine giugno è in corso.